venerdì 24 luglio 2020

Partiamo dall'ovale?

Quando ero piccolo io, ma anche oggi, molte case modellistiche propongono come set iniziali un ovale di binari con una locomotiva, alcuni carri o carrozze, l'alimentatore. 

Poi si aggiungono gli scambi, con un raddoppio di binario, poi magari si allunga un po' da una parte.

Ok, questo è per avvicinare al mondo del fermodellismo i più giovani, o chi desidera veder correre un trenino sul tappeto del salotto.

Ma se il nostro intento è rappresentare la realtà, l'ovale è proprio la soluzione ideale?

Consiglio, passate un paio d'ore in una stazione ed osservate.
Difficilmente vedrete passare lo stesso treno, nella stessa direzione, per due volte di fila.
Ci sarà un susseguirsi di treni, nell'una e nell'altra direzione.

Ma sul plastico come potremo rappresentare questo?

Con l'ovale!!!
Ma come? vi chiederete, se hai appena detto che l'ovale è per giocare sul pavimento!!!

Vero, ma, aggiungendo qualche componente, il nostro ovale potrà diventare la soluzione ideale per riprodurre in scala quello che abbiamo osservato nella realtà.
Come? Adesso ve lo faccio vedere con alcuni disegni.
L'ovale classico con la stazione lato osservatore
Partiamo dall'ovale classico.
La prima cosa che possiamo fare è quella di dividere il piano in due parti, creando un fondale a metà che nasconda alla vista la parte retrostante.

Già in questo modo il treno apparirà in scena da un lato per scomparire dall'altro. 
Nello spazio retrostante, possiamo inserire alcuni scambi per creare una stazione dove ricoverare i treni per alternarli in scena.

Abbiamo creato quella che viene generalmente chiamata "Stazione nascosta" o serbatoio. Uno spazio dove far sostare i treni per poterli alternare alla vista. In questo modo potremo far entrare in scena, di volta in volta, un treno diverso. Utilizzando treni reversibili, ad esempio delle automotrici o dei treni con carrozza pilota in coda e locomotiva in testa, potremo anche far passe i treni prima in un verso poi nell'altro.
Già così la nostra fermata potrà avere un traffico più realistico del semplice correre di un treno.

Se poi vogliamo aumentare ancora il divertimento, basta aggiungere due scambi anche alla fermata, trasformandola in una stazione di incrocio.
Con queste piccole modifiche all'ovale iniziale, avremo la possibilità di gestire un traffico passeggeri di tutto rispetto, con incroci in stazione, treni che vanno e vengono senza inseguimenti da pista di automobili.
Quello che ci manca è capire come far funzionare il tutto.
Non preoccupatevi, è più facile di quanto si pensi. Soprattutto oggi che il digitale la fa da padrone, gestire un plastico così può essere molto divertente.

Qualcuno potrebbe consigliarvi di usare i circuiti Arduino o Raspberry, ma, per iniziare, consiglio di partire da quello che offre il mercato, con soluzioni plug&play alla portata di tutti.

Non voglio citare marche specifiche per non fare pubblicità ad alcuni e non ad altri, ma i maggiori produttori di modelli ferroviari offrono nel loro assortimento anche centrali di controllo, moduli per il comando degli scambi, sistemi per la gestione del plastico. 
E si possono comandare con lo smartphone, il tablet o il pc.

Poi, se ve la sentite, si può andare oltre, cercando su internet troverete decine di prodotto, progetti, sistemi per gestire il tutto, anche spendendo un po' di meno.
Ma per questi ci vuole un po' di più esperienza. Non li escludiamo a prescindere, ma, per chi comincia, meglio affidarsi a qualcosa di velocemente operativo, per non rischiare di abbandonare tutto alla prima difficoltà. 
Armiamoci di pazienza, un paio di cacciaviti, forbici da elettricista, un po' di filo elettrico e via.

Una precisazione. 
Io ho iniziato a costruire plastici quando per far funzionare due treni sullo stesso binario erano necessari due alimentatori, un sacco di interruttori, sezionamenti, complicati schemi elettrici... 
Bello, si riusciva a fare tutto, ma quanti fili, per poi avere comunque un funzionamento incerto e abbastanza complicato da far funzionare.
Ancora oggi molti modellisti preferiscono continuare a gestire scambi e segnali con questo sistema.

Da quando ho scoperto il digitale, ormai quasi 20 anni fa, mi si è aperto un mondo.
2 fili e si può fare già molto. Con pochi collegamenti è possibile realizzare un impianto molto più realistico di un tempo.
Se vogliamo anche qualcosa di più la cosa è fattibile senza diventare matti ne dover essere ingegneri ferroviari.

Oggi, per costruire il nuovo plastico, sono partito dal sistema di gestione software per arrivare a definire i sezionamenti per il controllo del plastico, automatizzando i controlli e massimizzando il divertimento.
Ma di questo vi parlerò più avanti.

Una cosa è certa. La posa dell'armamento deve andare di pari passo con la realizzazione dell'impianto elettrico. Quindi un buon progetto è indispensabile.
Nel prossimo capitolo illustrerò come collegare quello che abbiamo disegnato fino ad ora, in modo semplice.

giovedì 23 luglio 2020

La prima bozza

Scelta la scala, definito lo spazio a disposizione, impostato a grandi linee il layout, definito il soggetto, direi che possiamo iniziare a buttare giù qualche idea.

In questo capitolo vorrei dare alcuni spunti da tener presenti nella progettazione in scala.

Compromessi

E' un termine che dovremo tenere sempre scritto in grande davanti a noi.
Sarà difficile riuscire a riprodurre esattamente in scala quello che vediamo. Ci vedremo costretti a ridurre alcune misure, modificare lunghezze, adattare il progetto allo spazio a disposizione.

Tanto per dare qualche numero.
100m reali corrispondono a 1.149,42mm in scala H0 (1:87) e in 100m di binario stanno meno di 4 carrozze standard da 26,4m (303mm in scala)
Un treno ordinario come un IC, EC ha una composizione che va da 7 a 9 carrozze più la motrice. Se guardiamo al passato un treno poteva arrivare anche a 14 carrozze più la locomotiva. Quasi 400m di lunghezza. In scala sono 4.248mm.

Una curva di raggio stretto nel reale (in piena linea, non sui raccordi) ha un raggio di circa 250m, sul plastico sarebbero 2.874mm

Se guardiamo agli assortimenti dei vari produttori di binari, vediamo che i raggi usati vanno dai 360mm per i più stretti, ai 900mm per quelli più ampi. In alcuni casi si va oltre, ma spesso, in questi casi, si usa il binario flessibile per arrivare a raggi ancora più ampi.

Una linea moderna ha raggi di curvatura anche di qualche km, in scala si parla di decine di metri di raggio.

Quello che voglio dire è che, a meno di non disporre di spazi immensi e fondi infiniti, difficilmente riusciremo a riprodurre un lungo tratto di direttissima, o far correre un treno in composizione reale in un ambientazione che non lo faccia sembrare un elefante su un francobollo.

Molto più facile realizzare una linea secondaria, con una bella fermata, su cui corrono automotrici tipo le Aln663 o Aln668, qualche Minuetto, convogli con due o tre vetture.

Nello spazio di un paio di metri, potremo creare un paesaggio incantevole in cui il treno, pur essendone protagonista, non risulta eccessivo.

Quanti binari!

Altro punto, che si lega al primo, evitare di riempire ogni centimetro quadro di binari. La ferrovia deve inserirsi nel paesaggio, non soffocarlo. Come nella realtà, la linea quasi scompare, si integra, attraversa senza stravolgere.

Quindi meglio togliere qualche binario piuttosto che aggiungerlo.
Una stazione di media grandezza con 4 binari permette già divertenti manovre.
Aggiungendo un paio di binari di scalo, il divertimento aumenta, senza risultare eccessivo.

Considerando un interbinario (distanza tra i binari) di 52mm, marciapiedi di circa 60mm avremo un piazzale profondo circa 400mm, con almeno altri 20 da dedicare alla stazione, strade, case. In 600mm di profondità riusciremo ad inserire comodamente una bella stazione completa.

Meno parallelismi

Sicuramente, chi prova a stendere un progetto, sarà tentato di disporre i binari parallelamente al bordo del plastico. Meglio evitarlo. 
Per dare movimento al tutto, l'ideale è cercare di creare un andamento diagonale, leggermente sinuoso, che permetta di ammirare il treno immerso nel paesaggio.

Qualche curva di ampio raggio aiuta a rendere più realistico il progetto.

Primo passo sarà, quindi, quello di definire l'andamento del binario principale.
Ricordo che, in una stazione, il binario di transito dovrà essere continuo. Gli scambi posti su questo binario dovranno avere il ramo di corretto tracciato verso il binario di transito. In questo modo i treni in transito potranno attraversare la stazione senza riduzioni di velocità.

Nel capitolo dedicato agli scambi, cercherò di spiegare alcune nozioni fondamentali riguardo ai termini usati e alle velocità dei treni su questi punti particolari.

Primo passo del progetto. Il telaio con il binario posto in diagonale con due curve da 1500mm di raggio.

mercoledì 22 luglio 2020

Il layout del plastico

Il layout del plastico è la forma generale del plastico stesso.

Ne esistono diverse.

Io faccio una premessa. Ogni punto del plastico deve essere a portata di braccio. Ovvero deve essere possibile avere un comodo accesso a tutto il plastico. La profondità massima, quindi non dovrebbe superare i 60cm dal bordo.
Ovviamente se scegliamo una soluzione per cui sia possibile girare attorno al plastico questi 60cm potrebbero aumentare.
Un plastico con la classica forma rettangolare.
distanza massima dal bordo 60 cm
Qualunque forma sceglieremo per il nostro plastico non dimentichiamo mai questa regola. Saremo sicuri di poter intervenire comodamente su tutte le parti del plastico.
Questo vale soprattutto per i binari. Dobbiamo poter recuperare eventuali mezzi sviati senza dover noleggiare un'autogru.

A questo punto, con la nostra piantina in mano, possiamo provare a disporre un po' di linee sulla carta. Generalmente parto disegnando una serie di rettangoli con il lato corto di 60cm ed il lato lungo tale da occupare lo spazio a disposizione.

Se scegliete la configurazione classica a rettangolo, come disegnata in figura, potete arrivare a 120cm per il lato corto.

In questo caso dovrete avere la libertà di girare attorno al plastico, lasciando quindi uno spazio sufficiente attorno al plastico per potervi muovere.
Studiando bene la struttura, potreste anche ipotizzare di renderla mobile, tramite ruote poste sotto ai supporti del telaio, che vi permettano di muovere tutto il plastico per raggiungere le parti meno comode o lasciare spazio nella stanza per altri scopi.

Variante del layout rettangolare, il plastico addossato alla parete.

Una variante potrebbe essere il rettangolo addossato alla parete. Qualche modellista ha utilizzato questo layout inserendo il plastico nell'arredamento, un bel complemento d'arredo per appassionati.

La soluzione che preferisco è la prossima: Il plastico a U o a G

Plastico a U con porta di accesso centrale

Plastico a G con porta di accesso laterale

Con queste configurazioni, l'operatore si troverà immerso nel plastico. Volendo le varie sezioni possono essere gestite come scene separate, con il fondale a fare da separatore tra le varie parti.

Facendo sempre riferimento allo spazio a nostra disposizione, nulla vieta di creare soluzioni miste, con penisole all'interno della stanza. Un layout ad E, o a F, ad esempio.


Qui lascio spazio alla vostra fantasia. Giusto per darvi un'idea, ecco alcune immagini dei miei plastici.

Plastico, ormai smantellato, con configurazione a C, lungo le pareti della stanza

Progetto del plastico in costruzione, layout a G, accesso dal lato destro in alto.
L'operatore è immerso nel paesaggio.