lunedì 5 ottobre 2020

work-in-progress: ottobre 2020

 

La radice NORD della stazione nascosta "Austria"

Avanti tutto. L'obbiettivo di completare la parte nascosta entro il 2020 ed iniziare il livello a vista si fa sempre più concreto.

La stazione nascosta sarà controllata da un insieme di diversi sensori di assorbimento di tipo s2, s4 ed s8 realizzati da DCCWorld.

Sono sensori collegati via LocoNet alla centrale DR5000 che comunicano lo stato di occupazione delle varie tratte.

I binari di stazione sono suddivisi in tre parti: una di circa 20cm ad ogni estremità ed una centrale.

Le due sezioni estreme servono per informare il software dell'ingresso del treno e del suo arrivo sul punto di stop. La sezione centrale, invece, per l'occupazione del binario.

I binari 1 e 2, invece, sono divisi in 5 tratte. La prima è il sensore di ingresso sul binario. La terza e la quinta servono per lo stop rispettivamente nella sezione 1 e nella sezione 2. Seconda e quarta danno l'occupazione delle varie sezioni.



In questo caso RocRail gestisce il binario accodando 2 treni uno dietro l'altro, rispettando la lunghezza delle sezioni. Nel caso un treno fosse più lungo della sezione, questo occuperebbe l'intero binario. Quando la sezione 2 è libera, il treno fermo nella sezione 1 avanza fino al termine del binario restando in attesa di ripartire. E' possibile indicare quante sezioni devono rimanere occupate.

Questo permette di aumentare la capacità della stazione nascosta. Nella stazione nascosta Italia, il primo binario è stato diviso in 3 sezioni ed il secondo in 2. Ovviamente più aumentano le sezioni, minore sarà la lunghezza massima dei treni ammessi. Ad esempio, nella stazione inferiore sul binario 1 possono sostare treni con al massimo 4 carrozze più la locomotiva. Circa 1400mm.

Nella stazione superiore ho optato per 2 sole sezioni di lunghezza maggiore. Circa 6 carrozze più la locomotiva.

mercoledì 9 settembre 2020

ICF al lavoro: la stazione nascosta "Austria" prende forma

Livello -2: stazione nascosta "Italia"

Dopo un periodo di assenza dal blog per le ferie, in cui il distacco dalla tecnologia serve a scaricare i neuroni da quanto li riempie durante l'anno, torno a scrivere per aggiornare gli amici lettori sugli sviluppi di questo mese.

Livello -2: binari tronchi per treni reversibili e ingresso sud verso il cappio di ritorno
Livello -2: linea di cintura con binario di bypass e binari di ricovero passanti lato nord verso l'elicoidale

Come potete osservare dalle due immagini qui sopra, la stazione nascosta "Italia" con le due aree denominate "Trieste/Venezia" e "Udine"è completa. Tutti i binari ed i sensori sono posati e funzionanti. 
Le prove con molti mezzi hanno dato esito positivo e anche l'automazione con RocRail funziona a puntino.
La capacità massima della stazione è di 14 treni.

Restano da installare i circuiti a scarica capacitiva per l'attuazione degli scambi PECO con i classici attuatori a doppia bobina, decisamente esigenti in termini di corrente.

Grazie all'amico Alberto, stanno per arrivare i circuiti che comanderanno ognuno 2 scambi.

Anteprima in 3D del circuito a scarica capacitiva.


Livello -1: Stazione nascosta "Austria"

Realizzati velocemente i telai con il piano della stazione, ho posato il sughero ed iniziato la posa dei binari.
La stazione avrà 9 binari passanti e 2 tronchi capaci di ospitare treni fino a 8 carrozze standard più una locomotiva.
Alcuni binari passanti, saranno divisi a metà per poter ospitare 2 treni ciascuno, portando la capacità complessiva a 13 treni.

Livello -1: Stazione nascosta "Austria". A destra il cappio di ritorno gira attorno all'elicoidale

Livello -1: Ingresso nord della stazione nascosta "Austria"
Qui ho usato binari con traverse in CA recuperate da un precedente lavoro. Le rotaie sono tutte in cod. 100 per una maggior sicurezza, visto che saranno in zone meno accessibili.

Entrambe le stazioni saranno illuminate con strisce a LED poste dietro al telaio per garantire un'ottima visibilità in caso di svii.
E' prevista l'installazione di alcune telecamere per controllare il tutto, ma al momento non l'ho ancora iniziata.

Come vedete la Internazionale Costruzioni Ferroviarie (nome di fantasia, ogni riferimento a società esistenti è puramente casuale) ha lavorato sodo. L'obiettivo è di iniziare i lavori della parte a vista prima della fine dell'anno.

Le ferie portano consiglio. Controllando le misure del progetto mi sono reso conto che la profondità della zona del plastico che ospiterà la stazione era eccessiva. Ho rimesso mano al progetto, riducendo un po' il raggio di curvatura dei binari della stazione principale, arrivando così a misure più sicure.
Visto che oltre la stazione ci sarà anche la stazione di Ugovizza, non vorrei dover volare per raggiungerla in caso di problemi.

Ora la stazione principale perde un binario passante, passando da 8 a 7, ed un binario tronco oltre lo scalo. La lunghezza dei binari consente l'accesso di treni di lunghezza minima di 7 carrozze e locomotiva sui binari più corti. I binari 3 e 4, invece, saranno capaci di ospitare treni anche di 11 carrozze e locomotiva.


venerdì 24 luglio 2020

Partiamo dall'ovale?

Quando ero piccolo io, ma anche oggi, molte case modellistiche propongono come set iniziali un ovale di binari con una locomotiva, alcuni carri o carrozze, l'alimentatore. 

Poi si aggiungono gli scambi, con un raddoppio di binario, poi magari si allunga un po' da una parte.

Ok, questo è per avvicinare al mondo del fermodellismo i più giovani, o chi desidera veder correre un trenino sul tappeto del salotto.

Ma se il nostro intento è rappresentare la realtà, l'ovale è proprio la soluzione ideale?

Consiglio, passate un paio d'ore in una stazione ed osservate.
Difficilmente vedrete passare lo stesso treno, nella stessa direzione, per due volte di fila.
Ci sarà un susseguirsi di treni, nell'una e nell'altra direzione.

Ma sul plastico come potremo rappresentare questo?

Con l'ovale!!!
Ma come? vi chiederete, se hai appena detto che l'ovale è per giocare sul pavimento!!!

Vero, ma, aggiungendo qualche componente, il nostro ovale potrà diventare la soluzione ideale per riprodurre in scala quello che abbiamo osservato nella realtà.
Come? Adesso ve lo faccio vedere con alcuni disegni.
L'ovale classico con la stazione lato osservatore
Partiamo dall'ovale classico.
La prima cosa che possiamo fare è quella di dividere il piano in due parti, creando un fondale a metà che nasconda alla vista la parte retrostante.

Già in questo modo il treno apparirà in scena da un lato per scomparire dall'altro. 
Nello spazio retrostante, possiamo inserire alcuni scambi per creare una stazione dove ricoverare i treni per alternarli in scena.

Abbiamo creato quella che viene generalmente chiamata "Stazione nascosta" o serbatoio. Uno spazio dove far sostare i treni per poterli alternare alla vista. In questo modo potremo far entrare in scena, di volta in volta, un treno diverso. Utilizzando treni reversibili, ad esempio delle automotrici o dei treni con carrozza pilota in coda e locomotiva in testa, potremo anche far passe i treni prima in un verso poi nell'altro.
Già così la nostra fermata potrà avere un traffico più realistico del semplice correre di un treno.

Se poi vogliamo aumentare ancora il divertimento, basta aggiungere due scambi anche alla fermata, trasformandola in una stazione di incrocio.
Con queste piccole modifiche all'ovale iniziale, avremo la possibilità di gestire un traffico passeggeri di tutto rispetto, con incroci in stazione, treni che vanno e vengono senza inseguimenti da pista di automobili.
Quello che ci manca è capire come far funzionare il tutto.
Non preoccupatevi, è più facile di quanto si pensi. Soprattutto oggi che il digitale la fa da padrone, gestire un plastico così può essere molto divertente.

Qualcuno potrebbe consigliarvi di usare i circuiti Arduino o Raspberry, ma, per iniziare, consiglio di partire da quello che offre il mercato, con soluzioni plug&play alla portata di tutti.

Non voglio citare marche specifiche per non fare pubblicità ad alcuni e non ad altri, ma i maggiori produttori di modelli ferroviari offrono nel loro assortimento anche centrali di controllo, moduli per il comando degli scambi, sistemi per la gestione del plastico. 
E si possono comandare con lo smartphone, il tablet o il pc.

Poi, se ve la sentite, si può andare oltre, cercando su internet troverete decine di prodotto, progetti, sistemi per gestire il tutto, anche spendendo un po' di meno.
Ma per questi ci vuole un po' di più esperienza. Non li escludiamo a prescindere, ma, per chi comincia, meglio affidarsi a qualcosa di velocemente operativo, per non rischiare di abbandonare tutto alla prima difficoltà. 
Armiamoci di pazienza, un paio di cacciaviti, forbici da elettricista, un po' di filo elettrico e via.

Una precisazione. 
Io ho iniziato a costruire plastici quando per far funzionare due treni sullo stesso binario erano necessari due alimentatori, un sacco di interruttori, sezionamenti, complicati schemi elettrici... 
Bello, si riusciva a fare tutto, ma quanti fili, per poi avere comunque un funzionamento incerto e abbastanza complicato da far funzionare.
Ancora oggi molti modellisti preferiscono continuare a gestire scambi e segnali con questo sistema.

Da quando ho scoperto il digitale, ormai quasi 20 anni fa, mi si è aperto un mondo.
2 fili e si può fare già molto. Con pochi collegamenti è possibile realizzare un impianto molto più realistico di un tempo.
Se vogliamo anche qualcosa di più la cosa è fattibile senza diventare matti ne dover essere ingegneri ferroviari.

Oggi, per costruire il nuovo plastico, sono partito dal sistema di gestione software per arrivare a definire i sezionamenti per il controllo del plastico, automatizzando i controlli e massimizzando il divertimento.
Ma di questo vi parlerò più avanti.

Una cosa è certa. La posa dell'armamento deve andare di pari passo con la realizzazione dell'impianto elettrico. Quindi un buon progetto è indispensabile.
Nel prossimo capitolo illustrerò come collegare quello che abbiamo disegnato fino ad ora, in modo semplice.